Un fisico premio Nobel afferma che Elon Musk e Bill Gates hanno ragione sul futuro: avremo molto più tempo libero, ma potremmo restare senza lavoro

In una sera d’inverno, in un open space quasi buio di un ufficio, un ingegnere guarda una riga di codice. Quello stesso pezzo di software ha appena rimpiazzato tre colleghi, andati via con un licenziamento consensuale. L’automazione sta cambiando velocemente il mondo del lavoro, creando opportunità ma anche problemi seri per i lavoratori in tutto il pianeta. Miliardari come Bill Gates e Elon Musk hanno parlato di tassare i robot o di introdurre redditi universali alti (sostegno economico garantito a tutti), mentre figure come Giorgio Parisi, Premio Nobel per la Fisica, applicano modelli di sistemi complessi (modelli matematici) per spiegare questi cambiamenti.
Come cambia il lavoro con l’automazione
Dentro l’ufficio, dopo che il manager manda un messaggio di complimenti su Slack (piattaforma di messaggistica aziendale) — “Bravo, hai appena automatizzato tutto il processo” — l’atmosfera è stranamente apatica. Nessuno applaude, nessuno piange; le luci si spengono un po’ prima del solito. In scene come questa, dove poche persone controllano sistemi potenziati dall’IA, mantenere la società rischia di diventare il compito di un’élite molto ridotta. Bill Gates ha avvertito che l’automazione potrebbe “prendere molti posti di lavoro”, mentre Elon Musk immagina un futuro in cui “l’IA potrebbe rendere il lavoro opzionale”.
Settori come la logistica, la sanità, l’energia, l’amministrazione e le industrie creative stanno registrando un rapido aumento della produttività per persona grazie all’automazione. Secondo i modelli di sistemi complessi di Giorgio Parisi, questo cambiamento potrebbe portare a “stati stazionari” in cui la crescita economica prosegue mentre l’occupazione tradizionale cala drasticamente. Se i profitti dell’automazione rimangono concentrati nelle mani di pochi, molti potrebbero ritrovarsi con più tempo libero, ma senza stipendio né riconoscimento sociale.
Tornare al sociale: verso un futuro più sostenibile
Nel nuovo panorama economico, alcune proposte puntano a un cambio di mentalità radicale. Trattare il tempo libero come risorsa principale è fondamentale: si suggerisce di bloccare due finestre fisse a settimana totalmente fuori dal lavoro. In queste finestre ci si dovrebbe concentrare sull’apprendimento di competenze difficili da automatizzare, come la facilitazione di gruppo, il caregiving, l’artigianato e la narrazione. Allo stesso tempo, è importante rafforzare i legami sociali tramite associazioni locali, club e corali.
I micro-ritiri mensili offrono la possibilità di vivere un giorno come se il lavoro non esistesse, contribuendo a qualcosa di più grande di sé. Vivere con un po’ meno può ridurre la dipendenza futura dal lavoro salariato e proteggere piccoli rituali che danno senso alla giornata.
Le politiche economiche da affrontare
L’adeguamento delle politiche economiche è determinante. Elon Musk propone un “reddito universale alto”, mentre Bill Gates suggerisce di “tassare i robot per finanziare la protezione sociale”. Giorgio Parisi avverte che se le regole economiche restano immutate, la matematica prevede instabilità sociale. Serve che i decisori politici guidino il cambiamento verso una distribuzione più equa delle risorse e del significato del lavoro.
Questo quadro invita a una riflessione seria. Separare la sopravvivenza dall’occupazione potrebbe liberare da vincoli attuali, ma il rischio psicologico di aspettare passivamente un reddito di base non va sottovalutato. La sfida è trasformare questo passaggio in un’opportunità per ridefinire le nostre vite e il nostro futuro sociale ed economico.